Cos’è?

L’endometrio è un tessuto di congiunzione che ricopre la parte interna dell’utero. E’ altamente vascolarizzato, e la sua funzione è di ospitare lo zigote dopo il processo di fecondazione, che dia luogo ad un embrione in fase di sviluppo, che a sua volta diventerà un neonato vivo.

L’endometriosi è una malattia cronica che consiste nell’apparizione e nella crescita di tessuto endometriale al di fuori dell’utero, soprattutto nella cavità pelvica, così come nelle ovaie, dietro all’utero, nei legamenti uterini, nella vescica urinaria o all’interno dell’intestino.

È importante sottolineare che si tratta di una patologia ormone-dipendente, ovvero, che necessita supporto ormonale per il suo sviluppo, in concreto è estrogeno-dipendente.

La contraggono principlamente le donne in età riproduttiva, anche se sono stati studiati casi in donne in menopausa o in età prepuberale.

Anche se non si sa con esattezza per quale ragione si verifica, esistono diverse ipotesi sulle cause della sua apparizione. Tra queste, le più riconosciute sono:

  • La metaplasia, definite come il cambiamento di tessuto. Si crede che l’endometrio abbia la capacità di sostituire altri tessuti della zona pelvica.
  • Il trapianto vascolare. È possibile che alcuni frammenti di endometrio viaggino per i vasi sanguinei o linfatici e che si impiantino in zone diverse.
  • La mestruazione retrograda. Si riferisce alal capacità del tessuto mestruale di fluire all’indietro per le tube di Falloppio e depositarsi sopra gli organi pelvici.

Anche se queste sono le teorie più comuni, anche la causa immunologica, la predisposizione genetica e certi fattori esogini possono essere possibili cause.

L’età media per la presenza di questa patologia si situa intorno ai 37 anni, anche se sono stati descritti casi eccezionali di endometriosi in ragazze tra i 12 e i 15 anni. Anche nell’età della menopausa, anche se più raramente, vengono descritti casi di endometriosi pelvica.

Il sintomo principale che ne permette la diagnosi è il dolore pelvico, spesso associato a dolorose coliche mestruali, dolore a causa dell’infiammazione della cavità pelvica, dolore nei rapporti sessuali, sanguinamento premestruale o mestruale forte, nausee, dolore intestinale, della schiena o delle gambe, etc.

Normalmente, quando per questi sintomi si sospetta che una donna sia affetta da endometriosi, si ricorre ad altre tecniche per darne conferma, tra i quali evidenziamo la laparoscopia.

Non esiste una realzione diretta tra i sintomi di cui si soffre e il grado di gravità della malattia, anche se sembra esserci una relazione tra la difficltà di concepire e il tipo di lesioni.

Anche se l’endometriosi non comporta necessariamente l’infertilità, è importante sottolineare che circa il 40% delle donne con endometriosi ha difficoltà a rimanere incinta. Per via di questa grande prevalenza, si è convertita nel terzo motivo di consulenza ginecologica per sterilità femminile. La FIV è il procedimento di riproduzione assitita che offre le migliori percenutali di gravidanza.

Per definire la gravità dell’alterazione si dovrà tenere conto del diametro, della forma, del numero, della profondità, della densità delle aderenze e della localizzazione dei noduli di endometriosi fuori dall’utero.

Esistono tra vie principali di trattamento:

  • Trattamento medico, si concentra principalmente nel ridurre il dolore.
  • Trattamento ormonale, per evitare il rilascio di estrogeni e la crescita delle lesioni endometriosiche.
  • Trattamento chirurgico, destinato principalmente ai casi più gravi e a quelle donne che desiderano riprodursi.

La gravidanza esercita un effetto protettore sullo sviluppo dell’endometriosi, dato che in questo periodo le ovaie si mantengono in riposo e, pertanto, non c’è rilascio di estrogeni. Ciò nonostante, la gravidanza non dovrà mai tradursi nel mezzo per controllare la malattia.

Nella parte sinistra della pagina potrai trovare schematizzate tutte le informazioni dettagliate su questa patologia.